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domenica 9 novembre 2008

Sotto il Sole della Toscana

Stavolta quello che voglio consigliarvi non è il film (del quale se ne sarebbe fatto volentieri a meno) ma il libro: io sono un’appassionata di letteratura di viaggio, ci sono alcuni libri che ricreano in maniera evocativa colori, sapori e profumi della terra che descrivono, e questo è uno di questi.
Frances Mayes insegna Scrittura creativa all’Università di San Francisco, Sotto il Sole della Toscana è il suo primo successo letterario, in America e nel mondo intero.


La signora in questione è appassionata di viaggi in Europa, e in Italia in particolare. Dopo una serie di vacanze in Toscana, alla fine degli anni Ottanta, si innamora di una vecchia casa, che porta il fascinoso nome di Bramasole, vicino Cortona e, in un impeto di follia, la acquista.
Bramasole è un casale antico, immerso in un paesaggio tipicamente toscano, tra viti, ulivi, cipressi, muri etruschi e una madonna di terracotta invetriata all’angolo del sentiero: ma è anche un pessimo acquisto, perché si rivela molto più rudere di quanto fosse apparso a prima vista.

La Mayes, assieme al compagno Ed, impegna ben quattro estati per ristrutturare la casa, con varie peripezie e vari personaggi che le ruotano attorno, ma soprattutto si immerge completamente nella vita e nelle tradizioni di questa zona, a cominciare dal vino (che acquista a casse intere, ma quanto bevono questi americani?) e ovviamente il cibo, di cui comincia pian piano a scoprire ricette e segreti.


Il libro descrive in maniera suggestiva ed affascinante questa bellissima regione, con i suoi paesaggi, le sue città e paesi ricchi d' arte, le sue tradizioni artigianali, la sua saporita cucina dalle solide basi contadine, ed è corredato da molte ricette tipiche da lei sperimentate, divise per stagioni, ed altre di sua invenzione.


Tra le ricette estive, vi cito la Zuppa fredda all’aglio, Gnocchi di semolino, Pollo con Ceci, pomodori e Timo, Fagotto di pesche al Mascarpone; tra quelle invernali le Castagne al vino Rosso, Pollo arrosto ripieno di Polenta, Bruschette di tutti i tipi, la famosa Ribollita toscana (volevo sperimentarla ma non ne ho ancora avuto il tempo) e infine questa deliziosa, semplice ricetta: Pere Invernali in Vino Nobile


Di solito faccio le mele al forno, oppure le metto a pezzi in casseruola con acqua, zucchero e limone. Le pere cotte non le avevo mai sperimentate, ma vi assicuro che questa ricetta con vino rosso e uvetta è squisita! Io ho scelto delle Williams rosse, piccole, dalla polpa dolce e profumatissima.


Intanto vi faccio assaggiare un pezzetto del libro:

Prefazione

Nel 1990 (era la prima estate passata qui) ho comprato un enorme libro con le pagine bianche, la copertina in carta di Firenze e dei nastri azzurri per chiuderlo. Sulla prima pagina ho scritto ITALY. Il libro è di tale bellezza che dovrebbe contenere un qualche immortale poema: invece ho cominciato a scrivere una serie di nomi di fiori ed erbe selvatiche, progetti, parole nuove, schizzi di mattonelle in stile pompeiano. Vi ho descritto le stanze, gli alberi, i versi degli uccelli. E poi annotazioni del tipo: I girasoli si piantano quando la luna entra nel segno della Bilancia, anche se non ho la minima idea del periodo in cui ciò avvenga. Ho citato le persone via via conosciute, i piatti che ho cucinato. Il libro è diventato così una sorta di cronaca dei primi quattro anni trascorsi qui. Oggi è pieno zeppo di menù, cartoline raffiguranti quadri, un disegno con la pianta di un’abbazia, poesie in italiano e schemi del nostro giardino.
(….)
Spero che il lettore sia come un amico che venga a trovarmi, ed impari ad ammassare la farina sul piano di marmo del tavolo, e poi a impastarci le uova; un amico che si desti al verso del cuculo tra i rami del tiglio e passeggi tra le vigne canticchiando; che faccia la conserva di prugne, mi accompagni in macchina a visitare le cittadine fortificate sui cucuzzoli delle colline, con le loro cascate di gerani alle finestre. (…) Come vecchi contadini ci sediamo insieme accanto al fuoco, ad abbrustolire fette di pane e olio e a bere il Chianti novello. Dopo aver visitato stanze e stanze piene di Madonne rinascimentali, friggo in tegame delle piccole anguille, insaporendole con aglio e salvia. Sotto il fico due gatti giocano a rincorrersi; noi ci godiamo il fresco. Ho fatto il conto: i colombi tubano sessanta volte al minuto. Il muro etrusco sopra la casa risale all’VIII secolo a.C. Possiamo chiacchierare. Ne abbiamo tutto il tempo.”

(Frances Mayes, Sotto il Sole della Toscana, Biblioteca Universale Rizzoli, 2001)

Se si vuole fare un appunto alla scrittura spumeggiante dell’ americana, è il considerare la Toscana, e gli italiani in genere, secondo il tipico pregiudizio degli stranieri, che ci vede tutti un popolo fantasioso, un po’ eccentrico, rozzo, passionale, ancora attaccato a vecchie tradizioni, in definitiva crepuscolarmente romantico, esattamente come ci vedevano nel Settecento i viaggiatori del Gran Tour che si avventuravano, a loro rischio e pericolo, tra briganti, locande piene di pulci e bellezze in rovina, nelle nostre lande più sperdute.

Ad esempio, la Mayes si lamenta che in Italia non esistano letti a brandina, quelli che si chiudono in due parti: se me lo diceva, gli davo l’indirizzo di un negozio vicino casa mia, che ne vende di vari modelli.
Un’altra delle frasi che mi ha fatto saltare sulla sedia è stato il commento alla ricetta Insalata di Fusilli con Pomodori al Forno: “Non ho mai visto in un menù italiano l’ insalata di pasta, che è una meravigliosa invenzione americana.” No dico, stiamo scherzando? Va beh, lo sanno tutti che i Fusilli sono un piatto tipicamente americano…

Forse sarebbe meglio tacere misericordiosamente del pessimo film del 2003 che ne è stato ricavato, però due parole ce le spendo comunque, almeno vi comprate il libro e non il film.


A parte la bella Diane Lane, per il resto è la tipica commediola americana piena di stereotipi (molto peggio del libro), con tanto di Raul Bova che parla un improbabile napoletano, personaggio completamente inventato di cui non si capisce l’esigenza, se non quella di compiacere un pubblico oltreoceano per cui gli italiani sono tutti belli, maschi e traditori.
L’unico pregio del film è l’ambientazione, ma di questo il regista non ha merito alcuno, visto che i dolci e sontuosi paesaggi toscani non sono certo merito suo.


Ricetta:

Sbucciate quattro pere piuttosto dure, lasciando il picciuolo. Adagiatele in una casseruola, copritele con un bicchiere di vino rosso, irroratele con del succo di limone.
Cospargete ognuna di un cucchiaio scarso di zucchero (potete usare anche quello di canna), aggiungete uvetta passita a volontà; la ricetta prevede anche vaniglia e chiodi di garofano, ma vi assicuro che viene benissimo anche senza.
Fate cuocere dolcemente, a coperchio chiuso, per 10 minuti.
Scoperchiate, quindi girate delicatamente le pere, irroratele col sughetto di vino, quindi proseguite la cottura a fuoco dolce per altri dieci minuti, tenendo conto che non devono disfarsi.
Potete servire tiepide o fredde.

13 commenti:

Maya ha detto...

Letto il libro e visto il film... è carino anche quello che ha scritto dpo... sempre su Cortona!
bella ricetta!

antonietta ha detto...

ciao
bella storia da leggere appena possibile.Per le pere, la prossima volta usa pere rustiche di tipo invernale,da noi si chiamano "brusche",possibilmente rubate in loco.Cuocile in poca acqua e zucchero, al forno.Credimi ti passano tutti i malumori

Rossa di Sera ha detto...

Ragazze, questo post ha un'aria così leggera e profumata!..

Grazie per quello che state facendo e ... volete un bel premio per la vostra dolcezza?.. ;-)

http://rossa-di-sera.blogspot.com/2008/11/altri-premi.html

Dida70 ha detto...

grazie geillis
baci
dida

Geillis ha detto...

Dida, stai diventando la mia lettrice più affezionata, bello!

@ Maya: sicuramente me li procurerò, conosco bene la zona (un mio ex fidanzato aveva casa proprio lì)

@ Antonietta: pretendi troppo dalle mie conoscenze peristiche: che cosa sarebbero le pere rustiche?
Sono una cittadina, ahimè, e al mercato trovo solo le pere commerciali, altri che rustiche!
Ci credo che basta cuocerle così, mi immagino il sapore
:-(

Geillis ha detto...

@ Rossa di sera: le pere era profumatissime, è vero, e la cottura col vino e limone ne esalta ancora di più l'aroma

Grazie a te per il premio, a nome di tutto lo staff, ne siamo molto orgogliosi

Mirtilla ha detto...

ci hai davvero fatto sognare,sotto il sole della toscana ;)

Geillis ha detto...

farvi sognare è il mio mestiere
;-)

Susina strega del tè ha detto...

Il film non mi è dispiaciuto così tanto, leggerino leggerino ma con una fotografia stupenda, dopotutto, come hai detto tu merito non del regista ma del panorama naturale.... ora mi hai incuriosito con il libro, lo devo trovare assolutamente!!! Ma chi l'ha scritto questo post la Geillis? no perchè in quanto a libri mi sà che abbiamo gusti in comune!! ^_^

Susina strega del tè ha detto...

Tò! Non avevo letto il commento sopra!! ^________^

Elisa80 ha detto...

ciao a tutti ngrazie per il benvenuto ma volevo chiedervi una cosa tecnica perchè non sono esperta il codice del banner dove devo copiarlo per far si che compaia nel mio blog??? Devo scrivere un documento in pdf o un post dedicato al blog di cucina e poi mandarvelo attraverso un commento? Grazie a presto Elisa80

Geillis ha detto...

Cara Susina, i post e le foto sono il frutto del mio impegno
;-)

Scherzo, mi piace condividere le mie passioni con voi e sì, mi sa che abbiamo gusti letterari in comune, cara streghetta: allora aspetto i tuoi, di consigli!

Ross ha detto...

Anche a me piacciono più i libri dei film... Grazie per la recensione, acquisterò e leggerò il libro. Pciù!