
Premetto che sono andata a vedere questo film con dei grossi pregiudizi, a cominciare dalla scelta degli attori fino alla locandina, che sembra un vero plagio al ben più famoso Chocolat (film delizioso, argomenti di uno dei prossimi post), a partire dalla locandina.

E allora, perché questa recensione? Perché, invero, Lezioni di Cioccolato non sarà un capolavoro del genere, però è un film ben girato, ben recitato e con una sceneggiatura piuttosto spumeggiante: e poi, ovviamente, per le scene in cui il protagonista assoluto è lui, sua maestà il cioccolato, in tutta la sua libidinosa voluttà scura e profumata.
Protagonista del film un bellissimo e arrogante geometra, che pare ricalcato (anche fisicamente) su un noto personaggio balzato agli onori della cronaca nera per un fattaccio di fotografie e ricatti: look da tamarro, capelli lunghi raccolti a cipolla, ricco e coatto (ovviamente con un bel Suv inquinante), che tratta tutto il mondo come pezze da piedi, soprattutto gli operai extracomunitari che hanno la sfortuna di lavorare per lui (in nero, ovviamente).
La pacchia finisce quando un operaio egiziano cade dal tetto (senza ponteggio per risparmiare) e si rompe tutte e due le braccia: con questo incidente si preclude ogni possibilità di frequentare un corso di Cioccolato alla Perugina, per poi aprire un negozio.
Da vittima Kamal diventa carnefice, obbligando il geometra a calarsi nei panni dello sfigato extracomunitario e a frequentare il corso al posto suo, pena la denuncia. Il bel tamarro si vede costretto ad un taglio di capelli da denunciare il barbiere , a vestirsi con abiti di scarto, ad andare in giro con una vecchissima e scassata macchina d'epoca, addirittura a lasciare il costosissimo cellulare a cui sta sempre attaccato, e a chiudersi per una settimana in un convento a Perugia.
Le lezioni di cioccolato risultano (il maestro cioccolatiere è un lungo chiomato Neri Marcorè), ovviamente, una vera catastrofe, tanto che gli assegnano come tutor una bionda e gentile fanciulla, che purtroppo si prende a cuore il suo caso pietoso e comincia a combinargli un disastro dopo l’altro, con l’intento di aiutarlo.
Il geometra è costretto a seguire le lezioni di cioccolato, inseguendo il miraggio di un piccolo momento d’estasi perfetto, a ripetere le lezioni a Kamal e a lavorare di notte, in una girandola di avvenimenti che si fa sempre più vorticosa fino a raggiungere la catastrofe.
Alla fine, assieme a Kamal , riuscirà a creare il suo piccolo momento d’estasi, il cioccolatino perfetto, a base di nocciole di Monteacuto e datteri, (riuscite ad immaginarne il sapore, il profumo, la dolce voluttuosità speziata del ripieno?) perfetta sintesi della pasticceria italiana e egiziana. L’happy end in qualche modo c’è, ma non poi così scontato, e comunque stemperato da un filo di sano umorismo con, in aggiunta, un pizzico di riflessione sulla diversità di due mondi solo apparentemente inconciliabili.
Critica: se amate il cioccolato, vi verrà la bava alla bocca, mentre i sei aspiranti cioccolatieri pasticciano con cioccolato fuso, nocciole e morbidi ripieni cremosi. Se venite presi da un raptus di cioccolatomania, denunciate il regista e fatevi rifondere i danni al fegato che sicuramente vi procurerete.
Detto ciò, la scelta degli attori, che sulla carta mi aveva lasciato piuttosto freddina: l’eterea Violante Placido (che di solito, sinceramente, mah!) riesce a calarsi a meraviglia nella parte della sconclusionata e un po’ isterica. Di lei è stato detto che è un panetto di burro recitante: beh, mai definizione mi è sembrata più azzeccata.
Una piacevolissima sorpresa invece Luca Argentero, ex Grande Fratello: nel film di Ozpetek Saturno contro aveva dato prova dell’espressività di uno zucchino, per non parlare del pessimo remake La Baronessa di Carini (ma qui, forse, la coprotagonista Vittoria Puccini non l’ha aiutato molto, non vorrei infierire, ma è come sparare sulla CroceRossa).
Nella doppia parte di coatto e sfigato risulta invece convincente, anzi, assai esilarante nella sua lingua italo-egiziana autoinventata, dando prova anche di una certa autoironia e di non essere solo una bella statuina. Questo fa ben sperare per un’evoluzione futura, aspettiamo trepidanti le prossime prove.
E ora ci provo anch’io a farvi venire la bava alla bocca, vediamo se mi riesce, ovviamente con una ricetta a base di cioccolato ( ma non un cioccolatino, non stavolta, vediamo la prossima):

Inzuppato al cioccolato (ricetta di famiglia)
Per una teglia di queste dimensioni più un altro po’ di avanzo : 6-8 persone ( dipende da quanto volete farvi male)

Un ciambellone o un pan di Spagna, di media consistenza (né troppo molliccio né troppo consistente): io vi riporto una ricetta che va bene, poi fate voi.
Ciambellone semplice (teglia a ciambella 26 centimetri)
3 uova, 350 grammi di farina, 200 grammi di zucchero, un bicchiere di latte, mezzo bicchiere di olio di oliva, una bustina di vanillina, una bustina di lievito
Montare le chiare a neve con un pizzico di sale, montare i tuorli con lo zucchero, quindi aggiungere il latte e l’olio. Aggiungere, sempre montando con le fruste elettriche, tutta l farina mescolata col lievito e la vanillina, quindi aggiungere le chiare, mescolando con un cucchiaio di legno dall’altro in basso senza smontarle.
Infornare a 180 gradi, secondo ripiano dal basso, per circa 40-45 minuti. Sfornare, far raffreddare la torta e sformarla, quindi tagliarla a fette regolari.

Per il cioccolato:
Riscaldate un litro di latte, in un’ altra pentola mescolate 7 cucchiai di cacao amaro, 7 cucchiai di zucchero e 7 cucchiai abbondanti di farina.
Aggiungete poco a poco, mescolando con un cucchiaio di legno, il latte caldo (ma non bollente), in modo da formare meno grumi possibili, quindi continuate a mescolare per tutta la cottura, a fuoco dolce, meglio ancora su uno spargi fiamma.
Dopo più o meno 15 minuti la crema al cioccolato comincerà ad addensarsi. Appena raggiunge il punto di densità giusto, toglierla dal fuoco e, ancora bollente, cominciare a formare l’inzuppato.
Versare uno strato sottile di cioccolato bollente sul fondo della pirofila scelta, quindi disporre sopra le fette uno accanto all’altra, non sovrapposte ma il più accostate possibile, quindi versare metà del cioccolato, fino ad inzupparle bene.
Fare un altro strato di fette di ciambella, e affogarle di nuovo nel cioccolato bollente, fino a coprirle bene.

Mettere in frigo per almeno dieci ore. Il giorno dopo è ancora più buono.



11 commenti:
una vera goduria e a prima mattina ci sta proprio a pennello:-)
Annamaria
Caspita, mi hai fatto davvero venire voglia di vederlo, questo film....dev'essere davvero bello!!!
E quel cioccolato poi...........................................
buonissima domenica!
Simo
ma dai, ci vuoi vedere striscianti, imploranti x una fetta?
Per questa volta metterò a tacere il fegato!!!!
grazie e buona domenica
il film è carissimo!! lo rivedrei volentieri!
@ unika: anche come fine cena, se uno vuol farsi proprio male
@ Simo: davvero, è stato una piacevole sorpresa! Buona domenica a te
@ Antonietta: sì, era proprio questa l'idea
:-))
@ Germana: altro che fegato, è un attentato a tutto, purtroppo, però ogni tanto...
@ Maya: anch'io me lo sono gustato un paio di volte, ogni tanto un film carino, garbato fa piacere!
bellissima la ricetta!!!
il film mi e'piaciuto,l'ho trovato molto ironico....Luca Argentero e'stato davvero molto bravo ;)
Questo è un insulto!adesso vado nella dispenza a mangiar la nutella!
Carinissimo il film....l'ho visto tempo fa' e mi è rimasto in testa il tormentone del telefono : tu chiedi come sta Kamal? come stanno bambini? e poi fai domanda....:D
Il tuo inzuppato è semplicemente meraviglioso!!! :-9
Sto trattenendo la gola...mi hai fatto venire una voooglia di cioccolato esagerata!!!
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