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sabato 18 ottobre 2008

Un viaggio nel tempo e nella memoria

Salve a tutti! Io sono Geillis, con molti di voi che frequentano la mia Foresta non sono necessarie presentazioni, per altri invece è ora di fare la reciproca conoscenza.

Oggi comincerà una rubrica tutta nuova, che ha per titolo Un viaggio nel tempo e nella memoria: racconti, ricette ed altri aneddoti.


Ho scelto come fotografia di presentazione uno dei quadri più famosi della Storia dell’Arte, e non a caso: si tratta della famosa Canestra di frutta di Caravaggio, dipinta nell’anno di grazia 1596: che viene considerata la prima natura morta della storia dell’arte, in cui protagonista incontrastata è la frutta.

Questo splendido quadro è la rappresentazione migliore del profondo legame che ha contraddistinto da sempre l’arte (in tutte le sue rappresentazioni) e il cibo, indissolubilmente legato anche ad altri argomenti come la vita quotidiana, l’amore, addirittura la morte.

Interni di cucine, pentolame, piatti sontuosi, cacciagione, pane, formaggi e ovviamente verdure e frutta sono presenti fin dall’arte più antica (ricordiamo gli affreschi delle tombe egiziane, i dipinti greci e le immagini romane, ad esempio), ma è soprattutto dal Cinquecento che il cibo e assurge ad un ruolo di primo piano, un'ascesa che prosegue fino ai nostri giorni, in cui cibo e food design invadono gli scaffali delle librerie, le edicole, la televisione.

Nei sontuosi quadri barocchi si possono ammirare ceste e piatti strabordanti di frutti colorati, dipinti ai limiti del virtuosisimo e con cura maniacale, tanto che i botanici moderni hanno riconosciuto specie di frutta e cultivar ormai scomparse: uva, mele, pere, ciliegie piccole, imperfette ma dal profumo e il sapore dimenticati,ormai soppiantate dalle nostre coltivazioni di frutta tutta uguale, tutta bella, tutta fantasticamente insapore (meno male che c’è ancora qualche coraggioso che cerca di tenere in vita queste specie quasi estinte, forse produttivamente svantaggiose ma preziose per la nostra tradizione culinaria e botanica): le specie di ciliegie dipinte da Bartolomeo Bimbi, per esempio, ammontano a ben 34, e 75 tipi di uve diverse!


Il secondo legame viscerale è quello con la letteratura: ve ne fornisco un breve, libidinosissimo assaggio: siamo nella splendida corte di Luigi XIV, nella appena inaugurata Reggia di Versailles, questa è la descrizione di un banchetto di una calda sera di luglio, nei giardini del palazzo.

“Cinque tavole di marmo facevano fronte ai cinque viali, separate da vasi di maiolica che portavano piante di aranci dalle frutta confettate, ognuna guarnita da una succulenta sorpresa. Una tavola rappresentava una montagna dove, in varie specie di caverne, si vedevano diversa sorta di carni fresche. L’altra portava un palazzo in miniatura fatto di marzapane e paste zuccherate. La terza era carica d’una piramide di paste secche. Un’altra , d’una infinità di coppe di cristallo e di vaso d’argento pieni di ogni specie di liquori. L’ultimo offriva un assortimento di oggetti fatti di zucchero d’orzo bruno, biondo o rosso, profumato al cioccolato, al miele o alla cannella…(Anne e Serge Golon, Angelica e l’amore del Re, Vallardi 1981)
Non vi è venuta l’acquolina in bocca?

Pensate che la cucina francese comincia la sua ascesa trionfante proprio in questa cornice, con l’apparizione di cuochi illustri come Varenne, a cui dobbiamo uno dei primi trattati di arte culinaria, ed invenzioni geniali come quella del ciambellano di Luigi XIV, il Marchese di Béchamel (vi suggerisce niente questo cognome?): la cucina comincia ad essere considerata anche lei un’arte, e i cuochi non più dei semplici artigiani dei fornelli (un po’ come era successo coi pittori un paio di secoli prima). E’ sempre in questo periodo splendido a cavallo tra Seicento e Settecento che esplode la moda di un alimento che è tutt’ora considerato la libidine per eccellenza: il cioccolato. Cioccolaterie e caffè cominciano a fiorire ovunque, soprattutto a Parigi ma anche in Italia, facendo scoprire nuove voluttà e nuovi sapori.

Ed anche la letteratura comincia profumare di intingoli saporiti e descrizioni di cene e piatti succulenti, anche se è soprattutto negli ultimi due secoli che gli scrittori evocano profumi e ricette: ogni artista riesce ad avvolgere il lettore in un tripudio di atmosfere ed incanti del luogo e dei piatti che descrive, che spesso rimangono legati in maniera indissolubile al libro.

Come la sontuosa cena del Ballo del Gattopardo, in cui il principe Tomasi ci fa assaporare le voluttà della sua Sicilia: ” Monte-Bianco nevosi di panna, beignets Dauphine che le mandorle screziavano di bianco e i pistacchi di verdino, collinette di profiteroles alla cioccolata, marroni e grasse come l’humus della piana di Catania” (da Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, Feltrinelli 1988)

La Francia fine Ottocento di Proust e le sue burrose madeleines intinte nel tè, che riportano la memoria dello scrittore all’infanzia e alle domeniche in visita dalla zia, e ci immaginiamo subito il salotto elegante, le chiacchiere tra signore vestite di seta con i capelli raccolti in alto, il vassoio con le chicchere di porcellana e la teiera fumante, e questi morbidi dolcetti che si sciolgono in bocca, fondendosi con sapore delicato di preziose miscele di tè giunte dall’Oriente.
E per restare nella letteratura contemporanea: i polipetti e gli arancini di Montalbano gustati nei ristoranti della sua solare Vigata, tra un tuffo nell’azzurro mediterraneo e un omicidio.

Le ricette sudamericane Isabel Allende e la sua Aphrodita, piccanti come il peperoncino e i consigli maliziosi con cui condisce i suoi piatti.

Il colore dorato del sole che accarezza i campi inondati di girasoli, e i vicoli medievali di Cortona fanno da cornice alle avventure dell’americana Frances Mayes, mentre riempie la sua sporta di verdure croccanti di stagione per la sua ribollita in Sotto il Sole della Toscana.

Le quaglie ai petali di rosa e gli umori piccanti e sensuali della cucina messicana del bel libro di Laura Esquivel Come l’acqua per il cioccolato, da cui è stato ricavato l’altrettanto bel film, in cui la scrittrice riesce appieno a descriverci l’amore impossibile e struggente di Tita e Pedro che si consuma tra i vapori voluttuosi della cucina, e ancora la cucina catalana di Pepe Carvalho e così via.

E veniamo all’ultima musa, quella forse più evocativa, almeno per noi del ventesimo secolo: il cinema. Chi non si è sciolto davanti al tavolo imbandito di torte superbe de La Finestra di fronte e non ha desiderato avere un maestro come il vecchio pasticcere Di Veroli?
Oppure chi di voi fanciulle non ha invidiato la perizia della bella Juliette Binoche mentre sfodera tutte le sue arti cioccolatose per sedurre lo zingaro Johnny Depp?
E chi non ha sognato per le strade di Parigi, annusando il profumo delle Boulangeries, e sognato di rompere la crosticina della Crème Brulè con il cucchiaino, assieme ad Amélie?
O chi di voi non è stato affascinato dalle movenze sensuali della danza araba, associate al profumo di mare e oriente che avvolge la Marsiglia di Cous Cous?

Ecco, in questa rubrica cercheremo di esplorare questi sentieri affascinanti, in un percorso ancora tutto da inventare ed esplorare, alla ricerca delle ricette legate a luoghi, personaggi, libri o film, ma anche a recensioni, pensieri e chiacchiere in libertà.

12 commenti:

Dolce e Salata ha detto...

Carissima un grosso imbocca al lupo...e grazie per l' apporto che stai dando!!!!
Baci
Laura

clamilla ha detto...

Cara Geillis...so già che rimarrò incollata ore ed ore a leggerti!
Grazie!
Marty

Geillis ha detto...

ma grazie!! Avevo una paura di non aver azzeccato l'argomento, la vostra approvazione mi rincuora, spero che anche gli altri la pensino così

Mirtilla ha detto...

Bellissimo Gellis!!!!
una scoperta della cucina attraverso le forme d'arte...hai curato tantissimo i particolari..mille complimenti!!!!
baciotti

Lo ha detto...

io ti seguo: aspettavo il tuo contribuot....e ha delle premesse fantastiche in bocca al lupo

Dida70 ha detto...

Complimenti davvero!!!
Questo Blog di Cucina mi sorprende ogni giorno di più, sono proprio entusiasta di questa tua rubrica Geillis!!!
Aspetto gli altri articoli con trepidazione, bravissima!!!
baci
dida

Geillis ha detto...

Lo, sei sempre carissima, un abbraccio alla mia sostenitrice!

Ciao Dida, ancora non ci conosciamo ma fa sempre un piacere enorme sapere che c'è qualcuno che ti legge con interesse, spero di non deludere le tue aspettative

manu ha detto...

davvero bella idea!!!! baciotti

giucat ha detto...

Bravissima Geillis!!! Hai toccato egregiamente ogni connubio! Seguirò sempre la tua nuova rubrica, Cat!

Geillis ha detto...

Grazie Cat, so che posso contare su delle lettrici affezionate come te!

MANUELA ha detto...

Si vede che ti appassiona l'argomento, ti seguirò molto volentieri.
Ciao alla prossima
Manuela

Imma ha detto...

Veramente interessante l'idea di questa nuova rubrica. In bocca al lupo Geillis!