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domenica 26 ottobre 2008

Il Gladiatore e l'Uva

La scorsa settimana sono partita alla grande, con la Canestra di Frutta di Caravaggio e mille chiacchiere sulla cucina del Seicento, il Gattopardo e altre argomentazioni molto colte e auliche.

Ma, siccome questa è una rubrica che vuole parlare di tante cose, a seconda dell’estro del momento, capitombolo subito su una commediola senza pretese, uscita un paio di anni fa, di discreto ma non eclatante successo di pubblico, assolutamente snobbata dalla critica colta.

E allora, perché parlarne? Il motivo è presto detto, ed è molto pratico: si tratta anche in questo caso di un viaggio nella memoria, la mia. Il periodo dell’uva sta per finire e, siccome la ricettina della mia infanzia che vi voglio proporre è a base di uva, o lo postavo subito o mai più.


Devo ammettere a malincuore, a differenza del nostro Marko Vale, di non essere una grande intenditrice di vini: a me basta un bicchiere di frizzantino dolce per essere contenta, lo apprezzo come il latte di mandorla, il succo di amarena o un bicchiere di Coca Cola (so di scrivere delle eresie, pardonnez-moi)

Il filmetto di cui parlo è Un’ottima Annata, di Ridley Scott, il regista di quell’altro capolavoro de Il Gladiatore, pessimo film dal punto di vista storico (ma gli americani, con tutti i badget favolosi di cui dispongono, non potrebbero avvalersi di qualche serio studioso o di un archeologo?), ma notevole per diversi motivi: io l’ho visto almeno cinque volte, sicuramente immaginate il perché.


Anche questa commedia me la sono rivista un paio di volte, e non per l'intelligenza della trama. Innanzi tutto è ambientata in una parte di Francia meravigliosa, la Provenza, con le sue ville antiche, i campi di lavanda e i suoi immensi vigneti, ettari di colline baciate dal sole, colme di enormi grappoli dorati, terra di piatti semplici ma raffinati e, ovviamente di vini speciali.


Il secondo e valido motivo è il bel nerboruto e un po’ rozzo Russell Crowe, col suo fascino ruvido da stalliere (vi è mai capitato di immaginarvelo nei panni di Mellors, il guardiacaccia di Lady Chatterly? A me sì.)

Breve riassunto della trama: l’inglese Max Skinner è un uomo di affari cinico e senza scrupoli, tutto immerso in operazioni di Borsa al limite del legale. Vive nella grigia e uggiosa Londra, in un appartamento di design modernissimo, e praticamente è immerso tutto il giorno in uffici freddi e asettici, circondato da persone ciniche e senza cuore come lui.

Un giorno riceve in eredità da un vecchio zio una bella tenuta in Provenza (no dico, ma piove sempre sul bagnato?): ovviamente l’affarista senza scrupoli decide subito di vendere tutto, villa e vigne compresi, incurante della bellezza e di tutte le persone che ci abitano e ci lavorano da una vita.
Solo che, tornato dopo tanti anni nel luogo dove ha trascorso l’infanzia, con una serie di flashback comincia a ricordare il profondo legame con lo zio e con la proprietà.

Altrettanto ovviamente incontra e si scontra con una bella francesina proprietaria di un bistrot, una di quelle brunette longilinee, di quell’eleganza semplice ma raffinata che contraddistingue tutte le francesi, una insomma che vorresti strozzarla all’istante ed affogarla in una botte di costosissimo Beaujolais d’annata. Una di quelle che riesce ad essere charmante anche dopo una giornata di lavoro a servire haute cuisine nel suo bistrot: vi immaginate di incontrare voi Russell Crowe, mentre portate a spasso il cane in tuta e scarpe da ginnastica, oppure mentre rientrate dal supermercato cariche di buste della spesa?

Tra un bicchiere di vino pregiato e un piatto di deliziosi manicaretti provenzali, il fascinoso Max cambierà idea, decidendo di tenersi le vigne, il vino e pure la francesina, con l’inevitabile happy end.

Perché vederlo, allora? Va beh, oltre a Russell Crowe, l’atmosfera del film in generale è piuttosto gradevole, i colori dorati della fotografia fanno tanto Provenza e fa venire voglia di capire la differenza tra un vino prezioso e un vinaccio di supermercato, sempre che il vostro palato sia così raffinato da riconoscerla. Nel caso non ci riusciste neanche dopo la visione del film, chiedete illuminazione a Marko Vale
:-)

Vi ho recensito questa commediola senza pretese perché tutta quella bella uva dorata si è associata nella mia mente ad una delizia che mi preparava mia madre quando ero piccola (quando cioè esistevano pochi tipi di succo di frutta): non un vino, ovviamente, ma un succo di uva, un nettare ambrato dolcissimo. Lei me lo faceva di moscato, che è l’uva migliore per farlo: io ho cercato in questi giorni al mio mercato questo tipo di uva (c’era fino all’altro giorno, giuro) e non ne ho trovato traccia.


Ho ripiegato allora su una bella Regina di Bari, colorita e matura, a chicco piccolo. Si tratta di una bevanda che non ha bisogno di essere dolcificata, si conserva in frigorifero parecchi giorni ed è una fonte naturale di sali minerali e vitamine, un ottimo ricostituente (la prova è che mi ha ricostituita anche troppo, ne sto ancora smaltendo gli effetti).


La ricetta è presto fatta: bisogna solo munirsi di pazienza e di passaverdure.

Lavare bene l’uva. Sgranare gli acini e porre il passaverdura su una capace ciotola, quindi passarli accuratamente (la procedura è un po’ lunghetta). Se il liquido si presentasse con delle impurità, eventualmente filtrarlo con un colino.


Lo so che è una ricetta talmente stupida da non meritare un post tutto suo, ma vi assicuro che ritrovare quel sapore dopo tanti anni è stato un vero Viaggio nel Tempo e nella Memoria...

13 commenti:

Lo ha detto...

ma dai non è stupida per niente...l'uva è così buona e il suo succo così dolce...
p.s. di vino non ci capisco niente nemmeno io e anzi io preferisco la cocacola, il latte di mandola e il chinotto!!!

Dolce e Salata ha detto...

Meraviglioso davvero questo post..mi hai fatto venire voglia di vedere il film e scoprire la Provenza!
Brava..e belle foto!
Buona domenica,
Laura

MarkoVale ha detto...

Devo farti i miei complimenti... poche parole ma molto significative per dirti che i sapori più belli e intensi sono quelli legati al passato dei nostri ricordi più belli. baci MarkoVale

Dida70 ha detto...

Interessante come sempre!
Grazie cara Geillis!
bacioni
dida

clamilla ha detto...

Ed io ci ho fatto pure il pane con il succo d'uva!
Appena mi capita lo guarderò il film...credo che mi piacerà...sai che non lo avevo mai sentito nemmeno nominare? Vabè che non seguo molto il cinema....ma Russel Crowe è già un buon motivo per non perderselo!
Ciao!
Marty

Mary ha detto...

Il film mi è piaciuto , l'uva anche quindi bella combinazione per una buona assaggio di ottimao vino !!

Geillis ha detto...

@ Lo: diciamo che è una ricetta semplicissima, ma il succo d'uva ormai non lo fa più nessuno

@ Laura: beh, almeno ti ho incuriosito, e non è poco!

Grazie Marko, da un intenditore come te i complimenti sono ancora più graditi

@ Dida: grazie anche a te per la curiosità con cui mi segui, baciotti

@ Marty: non è stato proprio un successone, ma i film di Russell Crowe io li seguo tutti, e poi mi piaceva l'ambientazione

Cara Mary,mi sembrava anche a me che film e uva si combinassero bene!

Gatadaplar ha detto...

Bella ricettina invece!!!
Da tenere appuntata sul frigo per un'aperitivo analcolico!!! Grazie!!!
E... ho letto il libro prima di vedere questo film... ammetto che mi è piaciuto molto di più il primo del secondo, ma vale comunque la pena vederlo per passare una serata serena e col sorriso sulle labbra... e una gran voglia di partire... e poi... non so perchè ma... in quella parte ci avrei visto molto meglio un bel J. Clooney o magari anche E. Ford!!! :DDDD
Buona serata!
PPS: vorrei iscrivermi anch'io al vostro aggregatore, ma quando clicco sulla foto mi dà errore... riproverò domani! ^__^

Geillis ha detto...

anch'io volevo leggere il libro di Mayle, ma ancora non sono riuscita a trovarlo!
Il bel Russell non è proprio l'ideale per questo ruolo, hai ragione, Clooney poteva essere una buona alternativa, però, va beh, diciamo che ci piace lo stesso!

Rossa di Sera ha detto...

A me è piaciuto però quel filmetto sull'annata! Carino, leggero, divertente e, ovviamente, con tante belle inquadrature!

Adoro la Provenza, tutta quanta, provinciale e mondana, ma anche quei casali, i vigneti, il cibo .. il loro vino un pò meno, ma non si tratta di questo!

Il succo di uva proverò a fare domani! In fondo perché no?..

Mirtilla ha detto...

ma cmplimentoni!!!
un post davvero molto particolare ed interessante ;)

Geillis ha detto...

Grazie Mirtilla!

@ Rossadisera: ormai il succo d'uva non lo fa più nessuno, invece ha un sapore speciale, soprattutto quello di moscato!

Ross ha detto...

Bellissimo film, mi è piaciuto molto. Il succo della storia... (tanto per rimanere in tema), è che tradire la propria infanzia significa tradire la propria stessa vita.Il protagonista ritrova non solo la terra, il vino, gli odori ed i sapori dell'infanzia, ritrova la bambina - donna, l'amore genuino e pulito dell'infanzia, ritrova le proprie radici e la propria anima....